I salari effettivi e quelli minimi sono aumentati in media rispettivamente dello 0,5 e dello 0,8% nel 2026
Neuchâtel, 26.10.2026 — Le parti sociali firmatarie dei principali contratti collettivi di lavoro (CCL) della Svizzera hanno concordato per il 2026 un aumento medio dello 0,5% per i salari effettivi e dello 0,8% per i salari minimi. Quello dei salari effettivi è stato suddiviso per lo 0,3% a titolo individuale e per lo 0,2% a titolo collettivo. Sono questi i principali risultati che emergono dall’indagine sugli accordi salariali conclusi nei settori convenzionali condotta dall’Ufficio federale di statistica (UST).
Nell’ambito dei principali contratti collettivi di lavoro (CCL), cioè quelli che si estendono ad almeno 1500 persone assoggettate, le parti sociali hanno concordato un aumento nominale medio dei salari effettivi dello 0,5% per il 2026 (contro l’1,2% nel 2025, il 2,1% nel 2024, il 2,5% nel 2023, lo 0,8% nel 2022 e lo 0,4% nel 2021). In base alle previsioni di rincaro per il 2026 (+0,6%), quest’anno i salari reali nei settori convenzionali non dovrebbero aumentare. Gli accordi sui salari effettivi riguardano in totale poco meno di 700 000 persone (600 000 nel 2025, 613 000 nel 2024, 655 000 nel 2023, 551 000 nel 2022 e 589 000 nel 2021).
Aumento medio dei salari effettivi pari allo 0,5%
Nel 2026 i salari effettivi sono aumentati dello 0,2% nel settore secondario e dello 0,8% nel settore terziario, pari a una media complessiva dello 0,5%. Nelle varie sezioni economiche gli adeguamenti salariali si sono articolati nel modo seguente: Trasporto e magazzinaggio (+1,2%), Attività finanziarie e assicurative (+1%), Attività professionali, scientifiche e tecniche (+0,8%), Attività amministrative e servizi di supporto (+0,8%), Sanità e assistenza sociale (+0,8%), Istruzione (+0,8%), Commercio; riparazione di automobili e motocicli (+0,6%), Amministrazione pubblica (+0,6%), Informazione e comunicazione (+0,6%), Industria manifatturiera (+0,3%) ed Edilizia (+0,2%).
Aumenti salariali prevalentemente a titolo individuale nel settore terziario
L’aumento medio dei salari convenzionali nel 2006 (+0,5%) è stato attribuito per lo 0,3% a titolo individuale e per lo 0,2% a titolo collettivo. Il 45% della massa salariale destinata agli aumenti dei salari è quindi stata distribuita uniformemente alle persone beneficiarie. La maggior parte degli adeguamenti concessi a titolo collettivo sono stati riscontrati nel settore secondario (83%) e in quello terziario (64%).
I salari minimi sono progrediti in media dello 0,8%
Nel 2026 i salari minimi previsti dai principali CCL sono stati aumentati dello 0,8% (2025: 1%; 2024: 2%; 2023: 1,9%; 2022: 0,6%; 2021: 0,2%). Un po’ più di 1 850 000 persone sono tutelate da un CCL che contiene clausole normative sui salari minimi e per le quali sono stati conclusi accordi.
I salari minimi sono aumentati dello 0,3% nel settore secondario e dello 0,8% in quello terziario. Gli adeguamenti per sezione economica sono stati i seguenti: Attività non classificabili (impiegati commerciali e personale di vendita) (+2,3%), Attività finanziarie e assicurative (+1,8%), Altre attività di servizi come le attività di lavanderia e pulitura a secco, i parrucchieri e i saloni di bellezza (+1,5%), Attività amministrative e di servizi di supporto (+1,3%), Commercio; riparazione di autoveicoli e motocicli (+0,8%), Amministrazione pubblica (+0,6%), Costruzioni (+0,5%), Informazione e comunicazione (+0,4%), Attività professionali, scientifiche e tecniche (+0,3%), Trasporto e magazzinaggio (+0,3%), Sanità e assistenza sociale (+0,2%), Servizi di alloggio e di ristorazione (+0,2%) e Attività manifatturiere (+0,1%).
Per facilitare la lettura, le cifre riportate nel comunicato stampa sono state arrotondate.
ll presente comunicato stampa e ulteriori informazioni sul tema sono reperibili sulla pagina Internet dell'UST.
